1. IL PROGETTO

Lo scopo del Santuario è di fornire:

-       una laguna marina naturale per i delfini provenienti dagli acquari europei affinché possano ricominciare una nuova vita in un ambiente naturale lontano dagli spettacoli. Stimoli e arricchimento ambientale garantiranno loro il massimo livello di benessere in relazione all’etogramma specifico per la specie in ambiente naturale.

-       Un centro di riabilitazione innovativo e naturale per specie marine (delfini, tartarughe marine, foche) trovate spiaggiate, con lo scopo di ridurre lo stress degli animali e favorire la probabilità di riabilitazione e liberazione.

-       Un gold strandard per lo sviluppo di protocolli che serviranno da modello per i futuri santuari per delfini in tutto il mondo.

Il lavoro preliminare per la selezione del luogo e la pianificazione del progetto è iniziata nel 2010.Cinque possibili siti sono state identificati per la realizzazione del Santuario attorno a cinque isole del Mar Egeo orientale. Dopo un’analisi completa delle caratteristiche di ciascun sito, e un dibattito approfondito con le autorità e le comunità locali, il luogo scelto per lo sviluppo del primo Santuario è stato individuato nella baia di Vroulia, nell’isola di Lipsi. Dalla scelta del sito sono trascorsi due anni, durante i quali è avvenuta un’accurata preparazione delle comunità locali e un’effettiva comunicazione e cooperazione con le autorità locali e regionali. Una preparazione equivalente è stata eseguita in altre due baie, situate in due isole vicine, che in futuro potranno egualmente servire da santuari, nel caso ci sia bisogno di più siti per ospitare altri animali.

All’inizio del 2015 sono state avviate le pratiche per l’affitto della struttura e dell’areale circostante, insieme a un’idonea preparazione del sito che sarebbe diventato il futuro Santuario. Da quando sono iniziati i lavori di costruzione ed espansione, si è formata una rete internazionale di esperti e scienziati, che stanno contribuendo allo sviluppo dei protocolli e ad altri numerosi aspetti di quest’impresa.

L’Aegean Marine Life Sanctuary ha ricevuto un enorme supporto dalle comunità locali dell’isola di Lipsi e delle isole circostanti e si trova in stretta collaborazione con il comune di Lipsi e le rilevanti autorità regionali e nazionali. Queste ultime stanno supportando tutti i processi di autorizzazione e permessi per la costruzione e operatività dell’Aegean Marine Life Sanctuary.

A proposito del progetto, il Sindaco di Lipsi, Sig. Fotis Maggos, ha dichiarato: “Siamo onorati che questo importante progetto di conservazione accada nella nostra isola, Lipsi. La comunità locale ha accolto questa idea a braccia aperte ed aspettiamo con impazienza di supportare i lavori di questo progetto anche in futuro”. Inoltre, la comunità locale ne trarrà grande beneficio in quanto numerose persone si recheranno a visitare l’isola per via del Santuario, come scienziati, ricercatori e studenti, contribuendo quindi all’economia locale.

A livello nazionale, vi è un considerevole supporto e la lista di sostenitori aumenterà con l’avanzare del progetto.

Per completare la Fase 1 saranno necessari un minimo di 600.000 $ in totale.

La prima fase include acquisire le autorizzazioni e i permessi richiesti per il funzionamento del Santuario, il centro di riabilitazione e il reparto veterinario, insieme ai costi di costruzione, l’acquisizione di attrezzature e i servizi per la base operativa e la clinica veterinaria del Santuario.

Inoltre, vi sono molte spese associate allo sviluppo di numerosi protocolli standard di riferimento (“gold-standard protocols”) relativi alla messa in opera dell’Aegean Marine Life Sanctuary. Dato che i finanziamenti stanno diventando gradualmente disponibili e la necessità di creare il primo Santuario è immediata, Archipelagos Institute e soci hanno concordato l’auto-finanziamento dei costi di sviluppo e del collaudo dei protocolli in questa fase iniziale di sviluppo. In tal modo, sarà possibile garantire la massima efficienza durante questa fase, ed evitare che tempo prezioso venga sprecato.

L’Aegean Marine Life Sanctuary si impegnerà a funzionare in modo sostenibile per poter ridurre i costi operativi della struttura. Una volta completato il Santuario, i fondi saranno disponibili dalle seguenti fonti:

  • Le strutture che affideranno i delfini al Santuario: ai potenziali donatori che destineranno i delfini all’Aegean Marine Life Sanctuary sarà richiesto di garantire fondi sufficienti per assicurare le cure necessarie durante l’intera esistenza degli animali.
  • Donazioni: agevolerà l’acquisizione continua di fondi pubblici e si manterrà in contatto con i donatori precedenti, che continueranno ad essere fonte di finanziamenti. Numerose fondazioni hanno dimostrato un forte interesse per l’Aegean Marine Life Sanctuary, sia in Grecia che all’estero, incluse grandi aziende di privati greci che vivono all’estero. Inoltre, Archipelagos Institute of Marine Conservation sta lavorando con Organizzazioni Non Governative internazionali e diversi consulenti per raccogliere fondi che saranno regolarmente forniti durante il progetto.
  • Programmi educativi: l’Aegean Marine Life Sanctuary diventerà un centro di formazione per medici veterinari e autorità nazionali, e un centro di ricerca per scienziati e biologi marini. Le tariffe di questi corsi di apprendimento copriranno in parte i costi operativi del Santuario. L’Istituto Archipelagos vanta 17 anni di esperienza da offrire a studenti e scienziati durante i corsi di apprendimento. Nel 2016, quando ha avuto ufficialmente inizio la raccolta dati per l’Aegean Marine Life Sanctuary, oltre 700 studenti da 22 paesi sono stati coinvolti.

Durante la fase iniziale del programma non è previsto rendere la struttura accessibile a visite pubbliche. Tuttavia, attorno alla baia sarà collocato un sistema di videocamere anche subacquee ed idrofoni che renderanno possibile osservare gli animali online o su filmati resi disponibili per il pubblico.

In una fase successiva, durante il processo di riabilitazione, verrà aperto un centro educativo per il pubblico. Ai visitatori sarà permesso accedere al centro e seguire un itinerario educativo. Sarà possibile osservare i delfini in diretta da uno schermo o da finestre esposte sulla baia, senza che gli animali vengano disturbati.

Sarà possibile effettuare una visita all’Aegean Marine Life Sanctuary solo su invito al fine di contribuire alla fase di riabilitazione. La base di ricerca ospiterà ricercatori, studenti, medici veterinari, tecnici e, in determinate circostanze, piccoli gruppi di donatori. Per minimizzare il disturbo degli animali, tutti i visitatori rispetteranno severi protocolli e codici di comportamento.

2. IL LUOGO

La Baia di Vroulia, nell’isola di Lipsi, è considerata un luogo ideale per l’Aegean Marine Life Sanctuary per i seguenti motivi:

-       minima presenza e attività antropica nella baia e nelle aree circostanti.

-       La costruzione di nuovi edifici è proibita in questa porzione di isola, in quanto demanio pubblico.

-       La baia è protetta dalle intemperie del mare e le caratteristiche marine sono ideali per ospitare i delfini. Durante il lavoro di preparazione per la selezione del sito, l’altezza d’onda e altri parametri del mare sono stati misurati (come temperatura, pH, salinità, ecc.). È importante notare che durante i giorni di forte vento da nord, la massima altezza d’onda misurata nella parte centrale della baia era di 30 cm, mentre nella parte più interna della baia non superava i 10 cm. Questa baia risulta dunque protetta e può ricoprire il ruolo di Santuario.

-       Grande biodiversità marina, con 64 specie autoctone registrate finora nell’area marina più ampia del Mar Egeo orientale, incluse numerose specie marine protette e in pericolo.

-       Il sito è abbastanza isolato da minimizzare l’impatto umano, ma non troppo remoto da renderne problematico l’accesso. Vicino all’isola di Lipsi vi sono due aeroporti internazionali, sulle isole di Samos e Kos, e vi sono un aeroporto minore e quattro eliporti sull’isola di Leros. Per più di metà anno vi sono regolari collegamenti con le isole più grandi attraverso moderni battelli, mentre per il resto dell’anno vi sono regolari connessioni con le circostanti isole maggiori attraverso traghetti e barche passeggeri più piccole. Durante l’anno vi sono anche connessioni dirette di traghetti per il porto principale della Grecia, Piraeus (Atene).

-       L’enorme supporto fornito dalle comunità e autorità locali favorisce le condizioni ideali affinché questo progetto proceda senza alcun ostacolo.

La mappa sottostante riporta una descrizione dettagliata dell’area per il Santuario. Il volume d’acqua contenuto nella Sezione 1 corrisponde alla dimensione di 61 piscine olimpioniche, la Sezione 2 corrisponde a 165 piscine olimpioniche, e la Sezione 3 corrisponde a 325 piscine olimpioniche.

Sì. L’isola di Lipsi è stata denominata Zona di Protezione Speciale (ZPS) secondo il codice GR4210016 e Sito di Importanza Comunitaria (SIC) secondo il codice GR4210010, all’interno della rete Natura 2000. Le aree sopra menzionate non sono considerate riserve nazionali ed includono soltanto zone terrestri, ma non marine. In tutta la Grecia, vi sono 162 siti protetti suggeriti, ma solo 24 di essi sono aree protette stabilite legalmente, e l’isola di Lipsi non è uno di queste.

La capienza effettiva del Santuario non è ancora stata definita e rimane motivo di discussione tra gli esperti e scienziati impegnati nello sviluppo del progetto. È stato stimato che il Santuario sarà in grado di ospitare sino a dieci delfini. Durante la prima fase, sarà possibile ospitare solo un numero limitato di delfini. Il numero esatto deve ancora essere concordato e dipenderà dall’esatta strategia che verrà adottata dal Santuario. Il Santuario garantirà che i delfini siano mantenuti nelle migliori condizioni di vita possibile; ciò includerà fornire le cure necessarie per migliorare il loro benessere fisiologico e psicofisico. In seguito alle prime riabilitazioni di successo, il Santuario espanderà la sua capienza estendendosi nelle baie circostanti.

Sì. Il progetto iniziale include solo una delle quattro “braccia” del golfo. Secondo l’attuale accordo sull’uso delle terre e acque delle baie, il Santuario avrà il permesso di espandere le proprie operazioni nelle insenature circostanti. Finora non è ancora stato concordato se questi golfi aggiuntivi saranno usati come espansione generale del Santuario o come aree separate per gli animali feriti o di sesso diverso. L’uso dall’area è permesso ma rimane per ora duttile in base alle necessità future.

La baia è collocata in un insieme di golfi, nell’’estremità più remota di un’isola scarsamente popolata. Durante la stagione turistica, vi è la presenza di imbarcazioni ma, grazie alla costruzione di barriere e l’installazione di boe di segnalazione e segnali informativi per turisti riguardo la natura privata e l’importanza dell’area, il traffico di barche non costituirà un fattore di disturbo. È stato previsto che una volta resa operativa, la baia del Santuario sarà inaccessibile alle imbarcazioni.

Recinzioni di rame in lega saranno usate per creare un confine di sicurezza all’entrata della baia. Una volta installate, è stato previsto che dureranno circa vent’anni. Durante questo periodo, vi sarà un monitoraggio continuo per rilevare eventuali danneggiamenti. Inoltre, sono previsti sistemi di moli galleggianti che serviranno da barriera tra i delfini selvatici e quelli all’interno del Santuario.

L’area dove è situato il Santuario appartiene alla rete Natura 2000, che proibisce il potenziale sviluppo dell’area. L’unica attività permessa è l’allevamento di animali. Archipelagos Institute of Marine Conservation ha stabilito un rapporto di cooperazione con gli allevatori delle terre vicine. Il numero di animali nell’area circostante è limitato e gli allevatori locali hanno concordato che i luoghi dove gli animali sono soliti pascolare rimarranno lontani dalla baia. All’entrata del Santuario vi sono recinzioni e segnalazioni di divieto d’entrata a 800m dalla baia. L’entrata senza permesso è illegale e gli intrusi possono imbattersi in azioni penali dirette, sulla base di una legge contro il furto di bestiame. Per quanto riguarda l’accesso al sito dal mare, appena l’autorizzazione verrà rilasciata, vi sarà una regolazione locale rilasciata dall’autorità portuale locale, che definirà la zona marina all’interno della quale l’accesso sarà vietato. Inoltre, i visitatori su invito ristretto includeranno ricercatori ed accademici, che amplieranno e contribuiranno alla realizzazione del Santuario, ufficiali governativi e un numero limitato di gruppi di studenti. Sarà data priorità alle piccole scuole delle isole nell’area circostante, per ricambiare tutto il supporto ricevuto nella realizzazione del Santuario.

 

Il Santuario e le sue strutture saranno completamente equipaggiate con tutte le attrezzature necessarie per assicurare che i delfini in precedente stato di cattività riceveranno tutte le cure richieste. La struttura sarà resa completamente funzionale da fonti di energia rinnovabile. Un piccolo impianto ibrido rinnovabile (24 pannelli fotovoltaici e una micro turbina eolica) e un generatore di energia elettrica saranno installati insieme ad una piccola unità per la produzione di biodiesel ricavata dal riciclaggio di oli da cucina. La comunicazione sarà resa possibile da reti satellitari per internet e telefonia (in quanto nella zona non vi è copertura per il segnale telefonico), che saranno alimentate da energia rinnovabile. I rifornimenti d’acqua deriveranno dal riciclaggio di acque piovane, che saranno dissalate per quanto possibile, e minime fonti esterne saranno necessarie.

3. L’AMBIENTE

Un’esperta consulenza, con anni di esperienza nel condurre Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA) per aree protette di rilevante importanza ecologica, è stata assunta per intraprendere una VIA per questo progetto. Verrà condotta anche una serie di altre valutazioni con l’obiettivo di preparare i documenti necessari per l’autorizzazione delle operazioni del Santuario.

Le correnti marine scorrono dentro e fuori la baia ed i confini di sicurezza per mantenere i delfini all’interno dell’area avranno caratteristiche tecniche sufficienti per assicurare un flusso ideale di correnti. Una pompa ad elica alimentata da energia solare sarà installata nella baia per integrare la corrente esistente. Ciò faciliterà lo spostamento di rifiuti al di fuori della baia, ai margini dell’isola, dove le correnti maggiori disperderanno i rifiuti evitandone l’accumulazione. La pompa è stata progettata affinché produca minimo rumore. Inoltre, l’Istituto Archipelagos si impegnerà per aumentare la biomassa di organismi marini filtratori e detrivori autoctoni trovati in natura (per esempio le oloturie), che accelereranno la decomposizione di materiale organico.     

L’ecosistema marino della baia è molto diversificato, ed è principalmente composto da praterie di Posidonia che proteggono numerosi organismi marini. Più di 30 specie di pesci, 30 di invertebrati, e una specie di tartaruga marina sono state registrate finora. Per poter mantenere un ecosistema sano all’arrivo dei delfini, l’Aegean Marine Life Sanctuary si impegnerà per arricchire selettivamente la baia con alcune specie native di pesci, invertebrati e detritivori marini trovati in natura per gestire lo smaltimento di rifiuti organici. Inoltre, la qualità dell’acqua verrà testata attraverso continui controlli. Non è ancora stato stabilito se la filtrazione di alcuni sistemi per lo smaltimento di rifiuti biologici sarà necessario oltre al flusso naturale delle correnti nel Santuario.

Inoltre, la baia dove è situato il Santuario è un habitat naturale per la specie tursiope (Tursiops truncatus), dato che può trovare le condizioni naturali in termini di stimoli essenziali per la propria salute psicologica e l’eco-localizzazione.

4. GESTIONE E PROTEZIONE DEGLI ANIMALI

II Team responsabile per il Santuario assicurerà che ogni individuo riceva tutti i nutrienti necessari ai propri bisogni specifici. Nutrizionisti specializzati e medici veterinari controlleranno regolarmente la dieta e le condizioni nutrizionali degli animali. Lo scenario ideale prevede che i delfini impareranno a cacciare pesci vivi che verranno introdotti nel Santuario. I pesci vivi deriveranno da un allevamento di pesce locale sostenibile. Per ottenere ciò, verrà applicato, fin dall’inizio, un protocollo di riabilitazione: inizialmente i delfini verranno nutriti manualmente dalla superficie, come d’uso nella situazione originale di cattività, successivamente verranno incoraggiati a mangiare sfruttando le risorse sott’acqua, eliminando gradualmente l’interazione con la superficie. Prima i pesci saranno storditi e in seguito verranno dati solo pesci vivi. I delfini avranno l’opportunità di cacciare e cibarsi autonomamente tutto il tempo.

Questo processo è graduale e alcuni animali potrebbero impiegare diversi anni, mentre altri potrebbero non riuscirci mai. L’osservazione ed il continuo monitoraggio dei comportamenti subacquei attraverso videocamere e idrofoni oltre ai controlli del stato nutrizionale aiuteranno a monitorare le loro condizioni di salute, priorità principale del Santuario.

Non vi sarà alcun contatto diretto tra gli animali residenti e quelli soccorsi in natura. Il Santuario avrà due confini di sicurezza, che creeranno una zona controllata dove qualsiasi interazione sarà prevenuta. Più specificamente, vi sarà una separazione minima di 10 m tra i confini per evitare trasmissioni per vie respiratorie attraverso le emissioni dagli sfiatatoi. L’equipaggiamento e le attrezzature personali saranno decontaminate e sterilizzate per prevenire la trasmissione tra gli animali residenti e quelli soccorsi da avvenimenti di spiaggiamento. Ogni delfino sarà sottoposto a un controllo epidemiologico completo precedentemente al loro arrivo e sarà collocato in una zona di quarantena prima di essere introdotto nell’area del Santuario.   

Casi di studio passati sui delfini riportano che può essere possibile liberare delfini catturati in natura e dislocati in strutture per l’esposizione al pubblico, a condizione che siano stati mantenuti in cattività non più di quattro anni. La sopravvivenza in natura potrebbe essere impossibile per gli animali nati in cattività o vissuti in cattività per oltre quattro anni. La documentazione, le abilità e la condizione sociale di ogni individuo sarà monitorata per concordare la strategia migliore per la sicurezza e il benessere dell’animale. L’obiettivo del Santuario è di garantire cure per l’intera esistenza dei delfini che sono ritenuti inidonei alla sopravvivenza in natura.

Il Santuario opererà secondo una severa politica anti-riproduttiva. A seconda della struttura sociale del gruppo che arriverà al Santuario, il controllo sull’accoppiamento sarà effettuato mantenendo popolazioni dello stesso sesso o utilizzando contraccettivi per gli animali di sesso femminile.

Il Santuario non sarà finalizzato alla ricerca. Tuttavia, certi dati e informazioni potrebbero essere registrati e studiati senza contatto diretto con gli animali, come cambiamenti comportamentali e adattamento degli animali al nuovo ambiente. Documentazioni medico veterinarie, videocamere, idrofoni e punti di osservazione saranno utilizzati per registrare le informazioni.

Sarà fatto il possibile per minimizzare il contatto umano, riducendolo solo ai necessari controlli di salute. Tuttavia, in base alle necessità dell’individuo, potrebbe essere necessaria una maggiore interazione tra lo staff e i delfini, per esempio per gli individui nutriti manualmente o soggetti a terapie croniche.

In base al luogo di origine dei delfini, verranno trasportati al Santuario attraverso navigazione area, stradale o navale. Se i medici veterinari specializzati concorderanno che il trasporto non è sicuro, l’animale non verrà trasferito. Una barella specificamente progettata per delfini sarà sospesa su un trasportatore che può contenere acqua e contenere una apposita schiuma per supportare il peso dei delfini. Il delfino verrà continuamente idratato per permettere la termoregolazione. I medici veterinari e il personale tecnico si prenderanno cura dei delfini per assicurare un eventuale pronto intervento laddove necessario durante il trasferimento. Gli animali saranno anche sottoposti a simulazioni di trasferimenti precedentemente al trasporto effettivo al Santuario per minimizzare possibili stress associati.

Il Santuario ospiterà una clinica veterinaria con tutte le strutture e i servizi necessari per il monitoraggio delle condizioni di salute, il pronto soccorso e la cura dei delfini ed altre specie, inclusa diagnostica per immagini, ematologia e una piscina per la quarantena.

Parte dello staff sarà sul campo a tempo pieno, inclusi il personale medico veterinario specializzato in mammiferi marini. Assistenza medica verrà garantita prima, durante e dopo la fase di riabilitazione, incluso un monitoraggio costante delle condizioni salutari degli animali.

Lo staff monitorerà costantemente le condizioni fisiche e il comportamento degli animali, regolando quando necessario le diposizioni per migliorarne la salute e il benessere e registrando qualsiasi cambiamento inaspettato o motivo di preoccupazione. Le condizioni ambientali saranno mantenute stabili il più possibile per proteggere la salute e il benessere degli animali e ridurre il rischio di stress e lesioni. Tutto il lavoro sarà svolto in accordo con la legislazione internazionale in tema di ambientale, sanità e sicurezza ed in relazione alle disposizioni in tema di specie protette.

Nell’eventualità di una situazione in cui la sicurezza dei delfini possa essere compromessa, come nel caso di una perdita di sostanze pericolose, i delfini potranno essere estratti dalla baia e mantenuti a terra nelle piscine per la quarantena.

In caso di terremoto o altri eventi che possano compromettere le strutture sul lato costiero, sarà adattato un protocollo apposito d’emergenza.

No. Nonostante le orche (Orcinus orca) siano normalmente presenti nello stretto di Gibilterra, sono considerate specie raramente presenti nel Mar Mediterraneo. Le caratteristiche naturali della baia del Santuario nell’isola di Lipsi (profondità, temperatura, disponibilità di prede, ecc.) rendono l’habitat inadatto per le orche.

Per prevenire la trasmissione di malattie, altre specie come la foca monaca (Monachus monachus) e le tartarughe marine non saranno accettate negli stessi spazi ospitanti i delfini provenienti dai delfinari. Tuttavia, l’Aegean Marine Life Sanctuary si impegnerà come centro di riabilitazione per i mammiferi marini, le tartarughe e gli uccelli marini, garantendo loro assistenza in spazi separati, e prendendo tutte le precauzioni necessarie per assicurare un ambiente sicuro per tutti gli animali.

Verrà stabilito un team di salvataggio 24 ore su 24 per la gestione degli spiaggiamenti. Archipelagos Institute of Marine Conservation può contare sull’aiuto di specialisti esperti nella gestione degli spiaggiamenti. Tutte le specie marine bisognose di pronto soccorso o riabilitazione saranno sottoposte a esaminazione medica, e riceveranno trattamenti medico veterinari. Nel caso sia necessaria una cura permanente, l’individuo rimarrà nel Santuario in un’apposita baia di ricovero a lungo termine, che sarà separata dagli altri delfini residenti.

Al momento, non vi sono strutture nel Mar Mediterraneo orientale che possano garantire trattamenti medici per le specie marine, a parte pochi complessi situati nell’entroterra. Inevitabilmente, si verificano eventi di spiaggiamento dal momento che l’area è dimora di molte popolazioni di specie marine animali, rendendo vitale il bisogno di strutture medico veterinarie che possano curare e riabilitare foche, tartarughe e delfini quando possibile. Dal momento che il Santuario sarà situato in una baia naturale, sarà possibile ridurre lo stress associato ai processi di terapia e guarigione, aumentando quindi le probabilità di una rilascio a buon fine.

5. COME AIUTARE

Ci troviamo in una fase critica in cui il progetto è quasi operativo. Il tuo supporto è indispensabile per completare le infrastrutture necessarie e per assicurare fondi per un funzionamento sostenibile del progetto nel corso dei prossimi decenni. La tua donazione è urgentemente necessaria per finanziare la creazione di linee di confine specializzate per la sicurezza all’entrata della baia del Santuario, licenze governative, e altri costi maggiori associati  alla realizzazione a lungo attesa di questo progetto. Fondi necessari per l’avvio: 600.000 $ e budget operativo annuale: 300.000 $.

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